L'albero di Natale illuminato in Piazza Venezia
L'albero di Natale illuminato in Piazza Venezia — foto: Albarubescens · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Il presepe è nato qui vicino

La tradizione del presepe si fa risalire a Francesco d'Assisi, che nel 1223 a Greccio, in provincia di Rieti, mise in scena la natività con persone vere e animali. Greccio è a un'ora e mezza da Roma e nel periodo natalizio è meta di visite.

A Roma il presepe è una presenza diffusa: quasi ogni chiesa ne allestisce uno, e diverse basiliche espongono presepi storici. In Piazza San Pietro viene allestito ogni anno un presepe monumentale accanto all'albero, con l'inaugurazione a dicembre.

Santa Maria Maggiore custodisce le reliquie della Sacra Culla e conserva i resti del presepe scolpito da Arnolfo di Cambio alla fine del Duecento, considerato il più antico presepe monumentale conservato.

Il mercatino di Piazza Navona

Piazza Navona ospita per tutto dicembre e fino all'Epifania il mercatino di Natale più conosciuto della città: bancarelle di dolci, decorazioni, statuine per il presepe, giostra per i bambini.

La tradizione è legata alla Befana: la notte fra il 5 e il 6 gennaio la piazza è il punto in cui si aspetta l'Epifania, e le bancarelle vendono la calza. È una consuetudine romana antica, documentata da almeno due secoli.

Le luminarie e le vetrine

L'albero di Piazza Venezia, ai piedi del Vittoriano, è quello ufficiale della città e viene acceso a dicembre. Via del Corso, Via Condotti e Via del Babuino si riempiono di luminarie: Via Condotti in particolare ha da anni un'installazione che la copre per tutta la lunghezza.

Piazza di Spagna con l'albero e la scalinata illuminata è uno dei punti più fotografati del periodo. Il consiglio è di andarci nei giorni feriali: nei fine settimana di dicembre il tratto fra Piazza del Popolo e Piazza Venezia è a passo d'uomo.

Perché dicembre conviene

Togliendo la settimana fra Natale e l'Epifania, dicembre è uno dei mesi meno affollati dell'anno. Le file ai musei sono corte, le temperature stanno in genere fra i cinque e i quindici gradi, e la luce bassa del pomeriggio è la migliore per fotografare la città.

L'8 dicembre, giorno dell'Immacolata, il Papa si reca in Piazza di Spagna per l'omaggio alla colonna: la zona viene chiusa e si riempie. Chi non vuole trovarsi in mezzo lo sappia in anticipo.

Il 25 dicembre e il 1° gennaio molti musei sono chiusi: sono i due giorni da dedicare alle chiese, alle piazze e a una passeggiata lunga, che poi è il modo giusto di stare a Roma comunque.

Le messe e le celebrazioni

La Messa della notte di Natale in San Pietro richiede un biglietto gratuito, da richiedere con largo anticipo alla Prefettura della Casa Pontificia. I posti sono limitati e le richieste moltissime.

Chi non lo ottiene può seguire la benedizione Urbi et Orbi del 25 dicembre a mezzogiorno dalla piazza, senza biglietto. Le grandi basiliche romane — Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le Mura — celebrano messe solenni aperte a tutti.

I dolci del periodo

Il panettone e il pandoro sono arrivati da Milano e da Verona. La tradizione romana ha il pangiallo, un dolce denso di frutta secca, uvetta, miele e canditi, ricoperto da una glassa gialla allo zafferano: si trova nei forni di quartiere da dicembre fino all'Epifania.

Ci sono anche i mostaccioli, biscotti scuri e speziati, e il torrone. Nei forni rionali si trovano tutti e costano una frazione di quello che costano nelle pasticcerie del centro.

Cosa è aperto e cosa no

Il 25 dicembre e il 1° gennaio quasi tutti i musei statali e civici sono chiusi. Il 24 e il 31 dicembre molti chiudono nel primo pomeriggio. Le chiese restano aperte, con orari legati alle celebrazioni.

I mezzi pubblici funzionano con orario festivo ridotto nei giorni di festa, e la notte di Capodanno hanno in genere un servizio prolungato.

I negozi di quartiere chiudono, quelli del centro turistico no. Chi alloggia in appartamento faccia la spesa il 23 o la mattina del 24: il 25 e il 26 i supermercati di quartiere sono quasi tutti chiusi.

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